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Il cammino comunitario nel gruppo ha le sue regole scritte specifiche (vedi normativa approvata dalla CEI) e il Vangelo che è norma comune per tutta la Chiesa. Entrando liberamente a far parte di un Gruppo di preghiera del Rinnovamento nello Spirito, abbiamo accettato di camminare secondo una spiritualità che ha delle caratteristiche ben precise che vanno salvaguardate nella propria originalità, essendo state dettate da Dio e non dagli uomini, generando una prassi spirituale che si è andata specificando sempre più nel tempo, consolidandosi in alcuni principi su cui non devono, né possono, esserci dubbi o possibilità di interpretazioni personali.

Ogni gruppo identifica le proprie guide in alcuni fratelli che costituiscono il Pastorale di Servizio, presieduto da un Coordinatore e, possibilmente, affiancato da un Assistente spirituale. I fratelli accedono al Pastorale di Servizio solo se hanno ricevuto la preghiera di effusione e se non vi sono impedimenti, da verificare secondo le norme interne al Rinnovamento e, chiaramente, della Chiesa. Questi, e solo questi, hanno il compito e il dovere, di guidare, discernere, indirizzare, sostenere, istruire…, per il bene del gruppo e dei singoli che in esso camminano. A tale compito sono stati chiamati dagli stessi membri del Gruppo per elezione, ricevendone il mandato dall’Organo Superiore che in ultima istanza è il Coordinatore Nazionale col suo Comitato, direttamente il Coordinatore Regionale e relativo Comitato.

I fratelli del Pastorale di servizio hanno il dovere di:

• fare propria la visione profetica nazionale che ricevono dal Coordinatore Diocesano, condividendola e approfondendola con i fratelli del Gruppo, per promuovere nei singoli la crescita nell’identità e nel senso di appartenenza e per trarne spunto per dare il giusto indirizzo alla vita e al cammino spirituale comunitario che deve svolgersi in comunione con tutto il Rinnovamento.

• Assumere e comunicare, nonché mettere in atto, le direttive e le indicazioni che ricevono dagli Organi Superiori (Coordinatore Diocesano, Regionale, Nazionale) senza prendere a riguardo iniziative arbitrarie che non sono loro lecite, poiché svolgono, in seno al Gruppo, un ruolo che gli è da essi demandato.

Il Pastorale, a sua volta, ed è auspicabile che ciò avvenga sempre, viene coadiuvato in questi compiti da fratelli del Gruppo ai quali riconosce dei carismi o da anziani nel cammino e nel servizio, fermo restando il principio della verifica degli eventuali impedimenti.

All’interno del Gruppo questi, in accordo con tutti i membri del Gruppo stesso, programmano le attività che ritengono utili per un autentico cammino di crescita spirituale (attività ad intra), che poi è lo scopo del nostro stare insieme (vedi Statuto). Questa programmazione deve tener conto del calendario diocesano, regionale e nazionale, evitando sovrapposizioni e inutili duplicati, sfruttando, invece, intelligentemente, quelle iniziative esterne al Gruppo che ben rispondono ai bisogni spirituali dei membri del Rinnovamento nello Spirito e, in molti casi, risultano proposte qualitativamente superiori o, comunque, che promuovono la comunione tra Gruppi e l’apertura all’esterno, sempre raccomandata a tutti per la fedeltà all’autentico spirito evangelico. 

La raccomandazione a partecipare alle iniziative esterne al Gruppo (corsi di formazione regionali o nazionali, convegni e quant’altro) è di per sé il richiamo al dovere di ogni appartenente al Rinnovamento e, di fatto, solo per validi motivi può essere lecito non prendervi parte.

E’ possibile, anzi lodevole, estendere le iniziative di un Gruppo ai Gruppi vicini, o dell’intera Diocesi, quando si ritiene che siano opportunità valide, da condividere con più fratelli possibile. Ciò, però, va fatto in accordo e previa autorizzazione dell’Organo Superiore che, in questo caso, è il Coordinatore Diocesano e l’eventuale Comitato.

 
 
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